I risultati del trial di fase III Krascendo 1 hanno riportato all’attenzione internazionale il tema del trattamento del cancro polmonare con mutazione KRAS G12C: divarasib, il nuovo inibitore sviluppato da Roche, ha dimostrato in uno studio randomizzato di ridurre significativamente il rischio di morte rispetto alle terapie mirate di prima generazione già approvate. I dati, presentati come late-breaking abstract al Congresso ESMO 2026 e pubblicati simultaneamente sul New England Journal of Medicine, segnano un momento rilevante per l’oncologia toracica e aprono un dibattito su come ridefinire lo standard di cura in questa specifica popolazione di pazienti.
Perché la mutazione KRAS G12C è un bersaglio difficile da colpire
Il gene KRAS è uno degli oncogeni più frequentemente mutati nei tumori solidi umani. La variante G12C, in particolare, è presente in una quota rilevante dei carcinomi polmonari non a piccole cellule (NSCLC, non-small cell lung cancer). Per decenni, KRAS è stato considerato un bersaglio terapeutico sostanzialmente “non druggable”: la sua struttura molecolare rendeva estremamente difficile la progettazione di inibitori selettivi capaci di legarsi in modo stabile e specifico.
L’arrivo degli inibitori di prima generazione — sotorasib e adagrasib — ha rappresentato una svolta concettuale, dimostrando per la prima volta che la mutazione G12C poteva essere inibita farmacologicamente in pazienti con NSCLC già trattati in precedenza. Tuttavia, la risposta clinica ottenuta con queste molecole, pur significativa, lasciava spazio a miglioramenti sostanziali, sia in termini di durata della risposta sia di sopravvivenza globale.
Divarasib e il cancro ai polmoni: i dati del trial Krascendo 1
Lo studio di fase III Krascendo 1 ha confrontato direttamente divarasib — definito da Roche un inibitore KRAS G12C di nuova generazione — contro sotorasib o adagrasib in pazienti con NSCLC avanzato con mutazione KRAS G12C già sottoposti a trattamenti precedenti. Si tratta, quindi, di un confronto testa a testa tra farmaci della stessa classe, un disegno che conferisce ai risultati una rilevanza clinica diretta.
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I risultati dell’analisi primaria, annunciati il 25 ottobre 2026, mostrano che divarasib ha ridotto il rischio di progressione della malattia o di morte del 42% rispetto agli inibitori di prima generazione. Ancora più rilevante è l’impatto sulla sopravvivenza globale: il farmaco di Roche ha abbassato il rischio complessivo di morte del 44%. In termini assoluti, la sopravvivenza globale mediana con divarasib è stata di circa 18 mesi, contro i 12 mesi osservati nel braccio trattato con sotorasib o adagrasib.
Un guadagno di sei mesi di sopravvivenza mediana in una popolazione oncologica già trattata, con un confronto attivo e non contro placebo, è un risultato che difficilmente può essere liquidato come marginale. Va ricordato, tuttavia, che si tratta di dati mediani riferiti a una specifica popolazione di studio, e che la traduzione nella pratica clinica dipenderà da molti fattori, inclusi il profilo individuale del paziente e le successive valutazioni regolatorie.
I dati erano stati anticipati parzialmente già il 2 luglio 2026, quando Roche aveva comunicato che l’analisi ad interim dello studio aveva raggiunto la significatività statistica per la sopravvivenza globale — un segnale che aveva già orientato l’attenzione della comunità oncologica verso i risultati definitivi.
Il profilo di sicurezza osservato nello studio
Un aspetto cruciale nella valutazione di qualsiasi farmaco oncologico è il bilanciamento tra efficacia e tollerabilità. Nello studio Krascendo 1, non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza con divarasib. Gli eventi avversi correlati al trattamento più comuni sono stati descritti come prevalentemente di bassa entità e gestibili clinicamente.
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Questo dato è importante per contestualizzare il profilo del farmaco: un’efficacia superiore che si accompagnasse a una tossicità significativamente maggiore porrebbe interrogativi complessi sulla qualità di vita dei pazienti. La combinazione di efficacia migliorata e profilo di sicurezza sovrapponibile — stando ai dati comunicati — è uno degli elementi che rendono i risultati di Krascendo 1 degni di attenzione.
È opportuno precisare che divarasib rimane a oggi un farmaco sperimentale (investigational): non ha ancora ricevuto un’autorizzazione all’immissione in commercio da parte delle agenzie regolatorie competenti, come EMA o FDA. I dati presentati all’ESMO costituiscono la base scientifica su cui si fonderanno le future domande di approvazione, ma il percorso regolatorio è distinto e separato dalla pubblicazione dei risultati clinici.
Il contesto: cosa significa per la ricerca sul cancro polmonare
La presentazione dei risultati di Krascendo 1 come late-breaking abstract durante un Presidential Symposium al Congresso ESMO 2026 — la cornice più prestigiosa del congresso europeo di oncologia — e la pubblicazione simultanea sul New England Journal of Medicine indicano il livello di rilevanza attribuito a questi dati dalla comunità scientifica internazionale.
Il cancro polmonare non a piccole cellule rimane una delle neoplasie con maggiore incidenza e mortalità a livello globale. L’identificazione di sottogruppi molecolari — come i pazienti con mutazione KRAS G12C — e lo sviluppo di terapie mirate specifiche per ciascuno di essi rappresenta la direzione verso cui si muove l’oncologia di precisione. In questo contesto, il salto di efficacia osservato con divarasib rispetto agli inibitori di prima generazione suggerisce che lo spazio per il miglioramento terapeutico, anche all’interno di una stessa classe di farmaci, è tutt’altro che esaurito.
Per i pazienti e per i clinici, il messaggio più immediato è che la ricerca su questo bersaglio molecolare è attiva e produce risultati concreti. Per approfondire i dati primari dello studio, è possibile consultare il comunicato ufficiale di Roche del 25 ottobre 2026. Il passo successivo — la revisione regolatoria e l’eventuale autorizzazione — determinerà se e quando divarasib potrà diventare un’opzione terapeutica accessibile nella pratica clinica quotidiana.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








