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Post-infarto: beta-bloccanti a dosi più basse di quelle raccomandate riducono la mortalità


I pazienti trattati con beta-bloccanti a dosaggi bassi dopo infarto acuto del miocardio sembrano presentare un tasso di sopravvivenza sostanzialmente uguale rispetto ai pazienti che assumono beta-bloccanti a dosi piene.

Più precisamente, uno studio ha dimostrato che i pazienti che hanno ricevuto un quarto della dose raccomandata di beta-bloccante presentavano una diminuzione della mortalità del 20-25% rispetto al gruppo che invece ha assunto una dose completa.

Nel dettaglio, nello studio OBTAIN ( Outcomes of Beta-Blocker Therapy After Myocardial Infarction ) i ricercatori della Northwestern University ( Evanston, Illinois, Stati Uniti ) hanno esaminato i dati relativi a 6.682 pazienti. Tutti avevano avuto un infarto del miocardio e circa il 90% stava assumendo beta-bloccanti.

Il team di ricercatori ha scoperto che tutti i pazienti in trattamento con beta-bloccanti sono sopravvissuti più a lungo rispetto a quelli che non li avevano ricevuti.
I dati grezzi dello studio OBTAIN hanno fornito le seguenti indicazioni: tra i pazienti trattati con una dose piena, il 14.7% è deceduto entro due anni; tra quelli che hanno ricevuto metà dose, il 12.9% è deceduto; tra quelli che hanno ricevuto un quarto della dose, il 9.5% è deceduto; e tra quelli che avevano ricevuto una dose pari a un ottavo, l'11.5% è deceduto.

Dopo aver analizzato questi dati grezzi, i ricercatori hanno notato che le dosi più elevate non erano associate a un esito migliore. E' ovvio però che sono necessari ulteriori studi per determinare quale dosaggio possa fornire benefici alla maggior parte dei pazienti. ( Xagena )

Fonte: Journal of American College of Cardiology 2015

Claudio Ferri – Università de L’Aquila – Medicina Interna e Nefrologia

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