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Nella maggioranza dei pazienti anziani con diabete di tipo 2 l’emoglobina glicosilata target dovrebbe essere compresa tra 7.5 e 9%


E’stata riportata su JAMA ( Journal of American Medical Association ) una revisione di 4 grandi studi randomizzati ( UKPDS, ACCORD, ADVANCE, VADT ), effettuata per individuare dalle evidenze cliniche le migliori pratiche per il trattamento del diabete mellito di tipo 2 nei pazienti anziani.
La ricerca nasce dall’esigenza di colmare la mancanza di dati disponibili su campioni di popolazione over 65 ( in particolare sui pazienti molto anziani di età superiore agli 80 anni ) relativamente allo studio degli effetti di un regime di controllo glicemico intensivo.

I risultati della revisione hanno mostrato in particolare che questa misura non riduce il rischio di complicanze macrovascolari, né migliora gli esiti di quelle microvascolari e che al contrario un controllo eccessivo dei livelli di emoglobina glicosilata può causare un’ipoglicemia da 1.5 a 3 volte più grave.

Il rischio di ipoglicemia può aumentare anche a causa di ridotte funzioni cognitive, età avanzata e durata del diabete, uso concomitante di farmaci, frequenti ospedalizzazioni, nonché l’impiego di insulina rispetto ad altri medicinali.

Le evidenze disponibili hanno indicato di individuare un target glicemico personalizzato sulle effettive caratteristiche ed esigenze di ciascun paziente e di non scendere sotto la soglia del 7.5% relativamente al valore di emoglobina glicosilata nei pazienti anziani, perché gli effetti negativi sarebbero maggiori dei benefici.

Inoltre, dai 4 studi emerge l’importanza di ascoltare le preferenze dei pazienti in merito al tipo di regime di controllo glicemico da adottare e di condividere le scelte terapeutiche con loro includendoli direttamente nel processo decisionale, puntando il più possibile alla minimizzazione della politerapia.

Tenuto conto di tutte queste indicazioni, se alla fine il target glicemico non dovesse essere raggiunto è preferibile modificare quest’ultimo anziché intensificare il trattamento antidiabetico. ( Xagena )

Fonte: AIFA, 2016

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