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Anemia falciforme: la terapia genica LentiGlobin produce emoglobina anti-falcemica pari al 40% o più di emoglobina totale dopo 6 mesi di trattamento


In occasione del 61° Congresso annuale della American Society of Hematology ( ASH ) a Orlando ( Florida, USA ), sono stati presntati i risultati aggiornati relativi al Gruppo C dello studio clinico di fase 1/2 HGB-206 relativo alla terapia genica con LentiGlobin nei pazienti affetti da anemia falciforme.

I dati derivanti dagli studi clinici di LentiGlobin per la anemia falciforme presentati al Congresso ASH, fa riferimento al trattamento di 26 pazienti con un follow-up di oltre 4 anni.

Si continua a monitorare i pazienti del Gruppo C che producono livelli elevati di emoglobina anti-falcemica derivata dalla terapia genica, HbAT87Q, che rappresenta almeno il 40% di emoglobina totale nei pazienti a 6 o più mesi di follow-up.
I test esplorativi hanno dimostrato che HbAT87Q è presente nella maggior parte dei globuli rossi dei pazienti trattati.
La forte produzione di HbAT87Q è stata associata a una sostanziale riduzione di emoglobina falcemica, HbS, nonché a un miglioramento dei principali marcatori dell'emolisi.
Un aspetto importante è che i pazienti del Gruppo C non hanno presentato episodi di sindrome toracica acuta o di crisi vaso-occlusive gravi a seguito della somministrazione di LentiGlobin per il trattamento della anemia falciforme.

L'anemia falciforme è una malattia genetica grave, progressivamente invalidante causata da una mutazione del gene della beta-globina che induce produzione di emoglobina falcifica anomala ( HbS ), che si associa alla presenza di globuli rossi ( RBC ) a forma di falce che risultano fragili, tanto da portare alla conseguente anemia emolitica cronica, vasculopatia e dolorose crisi vaso-occlusive. Inoltre possono presentarsi complicanze acute, come la sindrome toracica acuta, ictus e infezioni, che possono causare morte prematura di questi pazienti.

Al 26 agosto 2019, 17 dei 49 pazienti con anemia falciforme arruolati nello studio di fase 1/2 HGB-206 in aperto sono stati trattati con la terapia genica LentiGlobin, e il follow-up più lungo è giunto a 21 mesi.
12 dei 17 pazienti trattati nel gruppo C avevano almeno sei mesi di follow-up al momento del cut-off dei dati.
In questi pazienti, i livelli mediani di emoglobina anti-falcemica indotta dalla terapia genica, HbAT87Q, rappresentavano almeno il 40% dell'emoglobina totale e all'ultima visita, i livelli totali di emoglobina e di HbAT87Q risultavano compresi rispettivamente tra 9.3 e 15.2 g/dL e tra 2.7 e 9.0 g/dL.
Nessun paziente ha avuto bisogno di trasfusioni di globuli rossi dopo il trattamento.

La persistenza di emoglobina derivata dalla terapia genica nei pazienti del gruppo C ha ridotto i livelli di emoglobina falcemica tanto da avvicinarsi ai livelli riscontrati nei pazienti omozigoti per l’anemia falciforme, il che indica che il trattamento con LentiGlobin migliora i marcatori biologici della malattia.

9 dei 12 pazienti con almeno sei mesi di follow-up che hanno avuto quattro o più eventi di crisi vaso-occlusive o sindrome toracica acuta nei due anni precedenti il trattamento, hanno riportato una percentuale mediana annualizzata pari a zero crisi vaso-occlusive o eventi di sindrome toracica acuta fino a 21 mesi dopo il trattamento.

I risultati del Gruppo C sono stati rafforzati dai dati emersi dai dosaggi esplorativi volti a valutare il rapporto tra le caratteristiche di LentiGlobin e la fisiologia dei globuli rossi.
I dosaggi eseguiti su campioni di un sottogruppo di pazienti dei Gruppi A, B e C di HGB-206 hanno rilevato che, in media, l'80% o più dei globuli rossi dei pazienti conteneva HbAT87Q sei mesi dopo il trattamento. Ciò è indicativo di una distribuzione pancellulare di HbAT87Q ritenuta fondamentale affinché LentiGlobin possa esercitare la propria azione e modificare l'anemia falciforme.

Alla data di cut-off dei dati, i dati di sicurezza per i pazienti del Gruppo C dello studio HGB-206 rispecchiano l'anemai falciforme sottostante, gli effetti collaterali noti associati al prelievo di cellule staminali ematopoietiche ( CSE ) e gli effetti del condizionamento mieloablativo, compresi gravi episodi di nausea e vomito nell'11.8% dei pazienti.
E’ stato segnalato un episodio lieve e non-grave di vampate, ritenuto dallo sperimentatore possibilmente associato a LentiGlobin. ( Xagena )

Fonte: bluebird bio, 2019

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