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Uso intravitreale off-label di Avastin nella degenerazione maculare senile


L’Agenzia Italiana del Farmaco ha richiamato l’attenzione degli operatori sanitari coinvolti nel trattamento dei pazienti con il farmaco per uso intravitreale Avastin ( Bevacizumab ) sulle modifiche/integrazioni apportate al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto da parte del Comitato scientifico ( CHMP ) dell’EMA ( European Medicines Agency ).
La modifica introdotta riguarda il riferimento alle segnalazioni di gravi reazioni avverse di tipo sistemico quali emorragie non-oculari ed eventi tromboembolici arteriosi in seguito alla iniezione intravitreale di inibitori di VEFG.

In seguito all’uso intravitreale non approvato di Avastin, composto da flaconcini approvati per la somministrazione endovenosa in pazienti oncologici, sono state segnalate gravi reazioni avverse oculari sia individuali che in gruppi di pazienti. Questi eventi includono: endoftalmite infettiva, infiammazione intraoculare come endoftalmite sterile, uveite, infiammazione del corpo vitreo, distacco di retina, lacerazioni dell'epitelio pigmentato della retina, aumento della pressione intraoculare, emorragie intraoculari come emorragie intravitreali o emorragie retiniche e emorragie congiuntivali. Alcuni di questi eventi hanno portato a vari gradi di perdita della vista, inclusa cecità permanente.

Una riduzione della concentrazione di VEGF in circolo è stata dimostrata in seguito a terapia intravitreale anti-VEGF. Sono state segnalate gravi reazioni avverse di tipo sistemico quali emorragie non-oculari ed eventi tromboembolici arteriosi in seguito ad iniezione intravitreale di inibitori di VEGF, e vi è un rischio teorico che può riguardare l’inibizione di VEGF. ( Xagena )

Fonte: AIFA, 2012

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