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La carenza di Vitamina-D correlata al diabete mellito di tipo 1


Uno studio condotto da ricercatori del University of California, San Diego ( UCSD ) - School of Medicine ha trovato una correlazione tra i livelli plasmatici di vitamina D3 e la successiva incidenza di diabete mellito di tipo 1.

Uno studio della durata di 6 anni, che ha preso in esame i livelli ematici di quasi 2.000 soggetti, ha indicato un ruolo preventivo della vitamina D3 per questa malattia.

La ricerca è apparsa su Diabetologia, una pubblicazione dell'Associazione europea per lo studio del diabete ( EASD ).

Lo studio ha utilizzato campioni provenienti da milioni di campioni di siero congelati dal Department of Defense Serum Registry per la sorveglianza della malattia.
I ricercatori hanno scongelato e analizzato 1.000 campioni di siero di persone sane che successivamente hanno sviluppato diabete di tipo 1 e 1000 controlli sani il cui sangue era stato prelevato nella stessa data, ma che non hanno sviluppato questa malattia diabetica.

Confrontando le concentrazioni sieriche della forma circolante predominante di vitamina D, la 25-Idrossivitamina-D [ 25(OH)D ], i ricercatori sono stati in grado di determinare il livello sierico ottimale necessario ad abbassare il rischio individuale di sviluppare diabete mellito di tipo 1.

Sulla base, principalmente, dei risultati di questo studio, è stato stimato che il livello di 25(OH)D necessario a evitare metà dei casi di diabete mellito di tipo 1 è di 50 ng/ml; 4.000 UI al giorno di vitamina D3 potrebbero essere necessari per raggiungere i livelli efficaci.
Un consenso dei dati disponibili indica l'assenza di rischi noti associati a questo dosaggio.

I pazienti prima di aumentare l'assunzione di vitamina D3 dovranno misurare i propri livelli sierici di 25-Idrossivitamina D. Devono essere evitati i mega-dosaggi; la maggior parte dei benefici nella prevenzione della malattia si ottengono con dosi inferiori a 10.000 UI/die. ( Xagena )

Fonte: University of California San Diego, 2012

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