Mediexplorer
Neurologia
Cardiologia.net

Un regolatore chiave nei geni può rendere le donne più suscettibili alle malattie autoimmuni


Le donne rappresentano quasi l'80% delle persone affette da malattie autoimmuni. La ricerca è indirizzata a scoprire il motivo per cui il sistema immunitario delle donne abbia maggiore probabilità di diventare iperattivo e di dar avvio a reazioni autoimmuni.

I ricercatori dell'Università del Michigan negli Stati Uniti hanno pubblicato uno studio su Nature Immunology che ha cercato di chiarire il motivo per cui le donne hanno una più alta incidenza di malattie autoimmuni.

E’stata identificata, tra i sessi, una diversa espressione genica che è associata alla suscettibilità alle malattie autoimmuni.

Le malattie autoimmuni assumono forme diverse, dalla psoriasi a placche localizzata sulla cute, al lupus che interessa tutto l’organismo, e all'artrite reumatoide che si sviluppa a livello delle articolazioni.
La diagnosi di malattia autoimmune non è semplice e spesso occorrono anni prima di ottenere una diagnosi corretta.

Alcune malattie autoimmuni non hanno una terapia specifica; inoltre diversi trattamenti causano effetti indesiderati, talvolta gravi.

Nella diagnosi e nel trattamento delle malattie autoimmuni è importante esaminare i cambiamenti cutanei. Ad esempio, quattro degli 11 criteri per la diagnosi di lupus eritematoso sistemico hanno come riferimento la cute.

Nello studio finalizzato alla comprensione delle differenze di sesso nelle malattie autoimmuni, i ricercatori della Michigan University hanno preso in esame l'espressione genica a livello cutaneo di soggetti sani ( campioni bioptici di 31 femmine e di 51 maschi ).

Sono state trovate alcune marcate differenze nell'espressione genica tra le donne e gli uomini. In totale, 661 geni sono risultati espressi in modo diverso tra i sessi.
Molti di questi geni avevano una funzione immunitaria, ed erano coinvolti in percorsi genetici correlati alle malattie autoimmuni.

I ricercatori sono stati in grado di identificare VGLL3, un regolatore chiave della rete immunitaria femminile.
Questa via infiammatoria promuove l’autoimmunità nelle donne.
VGLL3 era attivo anche negli uomini con malattie autoimmuni.

Gran parte del lavoro esistente sulle differenze di genere nelle malattie autoimmuni si concentra sugli ormoni sessuali. Sono stati studiati gli effetti degli ormoni sul sistema immunitario delle donne per spiegarne la disparità.
Tuttavia, il pathway infiammatorio associato a VGLL3 non è regolato dagli ormoni.

I ricercatori della Michigan University non hanno trovato alcuna evidenza di coinvolgimento di estrogeni e di testosterone nelle differenze immunitarie tra donne e uomini. ( Xagena )

Fonte: University of Michigan 2016

XagenaHeadlines2016



Indietro